Unire regole e desiderio

Sto leggendo il libro di Massimo Recalcati “Cosa resta del padre-La paternità nell’epoca ipermoderna” che ho già citato nella pagina sui “nuovi padri” e che trovo di grandissimo interesse perchè aiuta a comprendere l’assenza di valori e di libertà di pensiero della nostra epoca.

L’ idea centrale è che da parecchio tempo la figura paterna non sia più in grado di trasmettere ai figli il valore della Legge che , ponendo i giusti divieti ( in primis il divieto simbolico di unirsi alla madre), facilità un  percorso sano del desiderio verso un’altra persona con cui avere un rapporto fruttuoso e non verso oggetti ( e persone) da consumare.

L’”evaporazione” del padre comporta anche che i figli , crescendo , vadano alla ricerca di figure tiranniche cui affidarsi per essere gestiti e condizionati perchè incapaci di ragionare in modo indipendente e libero . Possono essere dittatori, leader carismatici, capi religiosi, ma può essere anche  il mondo della  pubblicità che determina le nostre scelte e ci fa sentire inadeguati se non possediamo oggetti di cui potremmo facilmente fare a meno.

Senza un padre che ci sappia indicare i divieti giusti per crescere e per diventare persone che sanno interagire emotivamente con altre persone, finiamo preda di leader negativi che ci manipolano, ci ingannano e ci rendono schiavi di desideri non nostri .

La Legge primaria

Il padre deve saper assumere il ruolo di “castratore ” simbolico nei confronti del figlio che desidera perpetuare in eterno il rapporto simbiotico con la madre.  Un rapporto sano tra madre e figlio comporta un alto grado di simbiosi nei primi mesi di vita e poi un graduale processo di distacco , in cui madre e figlio interagiscono continuamente e con amore ma con la tacita tendenza a rendere il figlio sempre più autonomo e rivolto verso il mondo esterno. In un processo di crescita sano il figlio troverà appagamento e amore con un partner senza sentirsi minimamente in colpa per il tradimento  nei confronti della madre. Il rapporto madre-figlio sarà diverso da quello tra figlio e partner e i due mondi dovranno rimanere separati per il figlio e convivere serenamente.

In questo processo il padre è fondamentale. Con un comportamento amorevole ma normativo riuscirà a indurre spontaneamente il figlio a rispettare il divieto di incesto ( inteso come eccessiva fusione con la madre)  perchè lui stesso , il padre, sarà un interlocutore presente e attivo in tutte le questioni che riguardano il figlio. Il rapporto fusionale a due si trasformerà in rapporti a tre o a due costruttivi per la crescita equilibrata  del figlio.

Imponendo con il suo comportamento attivo, comprensivo ma autorevole ,la regola primaria del distacco dalla madre, il padre aprirà la strada all‘accettazione da parte del figlio di altre leggi da rispettare : il senso di responsabilità verso gli altri, la solidarietà  sociale, il prevalere dei rapporti costruttivi  tra le persone rispetto ai consumi di persone e oggetti.Indirettamente, il figlio diventerà meno sensibile alle sirene di chi manipola il consenso sostituendosi a padri e madri assenti : anche le scelte politiche saranno più mature.

Non è facile per i padri avere queste caratteristiche e le loro mancanze si riflettono sull’incapacità dei figli di fondere Legge e desiderio  ; questa  incapacità si perpetua per generazioni creando una società fatta in gran parte di persone che confondono il desiderio di amore e realizzazione con il desiderio di oggetti e status symbol.

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