la tristezza degli anziani

Alcuni di noi  hanno la fortuna di avere genitori che invecchiano con successo, senza perdere nè la salute mentale nè l’energia per affrontare positivamente e con dignità la vita quotidiana . Moti altri si trovano ad avere genitori che non riconoscono più : anziani depressi, malati di mente, paranoici, stanchi di vivere . Questa condizione ci turba profondamente , ci spaventa e ci fa invecchiare a nostra volta perchè vediamo in concreto quello che forse ci attenderà nella nostra vecchiaia. Ci sentiamo impotenti , ci affidiamo ai medici sperando che le cure ci aiutino ad uscire da questo incubo e spesso, purtroppo , dobbiamo constatare che non esistono cure risolutive e che ogni cura ha tanti, troppi effetti collaterali che ne vanificano l’utilità e che, non di rado, peggiorano la situazione.

Siamo tutti presi dalla spirale malattia -medicine. Le subdole malattie dell’invecchiamento ci spaventano, non sappiamo come affrontarle, il cervello degli anziani non è più in grado di trarre giovamento dalle parole, dai ragionamenti e dagli incontri terapeutici. Allora ci affidiamo ai farmaci che , purtroppo ,raramente danno buoni risultati  mentre spesso intossicano e non risolvono i problemi. C’è ancora tanta strada da fare per la ricerca medica per garantire agli anziani sempre più anziani una buona qualità della vita..

Non ci resta che lavorare sul nostro comportamento , sulle nostre reazioni al degrado dei nostri genitori e sul nostro stato d’animo.

coppia_matura_100Reagire al senso di impotenza  e alla tristezza

Un aspetto che ci consola e di cui ci vergognamo anche un pò riguardo ai nostri anziani genitori è che è più fisiologico che la malattia colpisca loro piuttosto che noi e i nostri figli . La situazione  , per quanto triste , ci appare più accettabile e almeno evitiamo la disperazione per malattie o disgrazie più dirompenti. Tuttavia , quando si ammalano i nostri genitori entrano in gioco aspetti destabilizzanti che riguardano la nostra dinamica familiare , i sentimenti che abbiamo provato verso i nostri genitori nel corso della vita , il tipo di rapporto che legava i componenti della nostra famiglia di origine e anche questione economiche e resistenze dovute allo stile di vita e alle abitudini consolidate nel tempo. Siamo meno disperati ma più confusi e incerti sul da farsi.

Suggerimento: per comprendere meglio l’importanza delle dinamiche familiari nell’invecchiamento vi suggerisco un testo

” I nostri genitori invecchiano-Le crisi familiari della quarta età” Brigitte Camdessus Raffaello Cortina ed.

Intanto ,è opportuno affrontare i sensi di colpa che nascono spesso in queste situazioni: se sentiamo di avere trascurato i nostri genitori negli anni precedenti, se pensiamo di avere dei torti nei loro confronti  , se ci rendiamo conto e ci viene rinfacciato da fratelli il nostro scarso impegno, allora chiediamoci con sincerità quanto c’è di vero e il perchè.Se la risposta sarà : non ho mai provato un vero affetto e nessuna comunanza verso il mio genitore ora vecchio e malato, affrontiamo questa verità e chiediamoci se il comportamento passato del genitore giustifica  tale freddezza o se noi non abbiamo declinato le vostre responsabilità familiari per pura mancanza di senso di responsabilità, per pigrizia e perchè, almeno in quello , non siamo state belle persone. Sapere la verità su se stessi aiuta a fare il punto e riprendere in mano i fatti. Sia che siamo stati giustificati nel nostro disimpegno sia che sia una nostra precisa mancanza , facciamo punto a  capo. Ora dobbiamo reagire e provvedere . Dobbiamo procurare ai nostri genitori, qualunque sia stato il rapporto con loro ,una vecchiaia dignitosa e cure adeguate . Dobbiamo dedicare tempo e attenzione anche per evitare sensi di colpa successivi. Un genitore malato ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui e noi siamo i primi a doverci impegnare in quel senso, con tutti gli aiuti che potremo permetterci e riusciremo ad attivare. Dobbiamo essere consci che questo non basterà a farlo tornare in salute e mentalmente sano ma il nostro affetto e la nostra vicinanza saranno comunque utili  a lui e a noi stessi. La sua tristezza sarà un pò meno intensa se sentirà il,calore della famiglia , anche se non in modo continuativo.Abbandoniamo, prima che sia troppo tardi , le posizioni di principio , le prove di forza, i pregiudizi e le difese aprioristiche della nostra libertà personale. Ragioniamo sulla situazione concreta , abbandoniamo le nostre resistenze e comportamoci in modo fattivo e utile senza eccessi in un senso o nell’altro.

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Discussione

Un commento a "la tristezza degli anziani"

  • Rosaria Magelli scrive:

    I genitori non devono mai sentirsi soli e abbandonati.noi figli Abbiamo il diritto di occuparci di loro….come loro hanno fatto con noi.

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