Gli anni formativi dell’infanzia

I primi dieci anni dei nostri figli sono quelli in cui , di solito, noi genitori siamo più affaticati  ma sereni. I bambini ci possono creare problemi con la scuola , le salute , persino la disciplina, ma noi sentiamo di avere la situazione sotto controllo fino a che non iniziano il loro percorso  preadolescenziale di indipendenza.

Fino a quando i bambini si muovono sempre in nostra compagnia o accompagnati da un adulto di nostra fiducia, sentiamo di essere noi a guidare la danza. Questo senso di controllo può offuscare la nostra capacità di giudizio e farci trascurare tanti piccoli segnali di disagio che pensiamo possano passare senza lasciare traccia. Va detto a nostra difesa che la stanchezza che deriva dal gestire lavoro, casa, famiglia e vita privata ci lascia così poco tempo di riflessione da spingerci a non vedere cose che sono lì lampanti ; prevale allora il quieto vivere e la rimozione.

Al contrario, questi anni sono i più importanti. Sono fondamentali i primi tre anni per impostare il rapporto fruttuoso tra mamma e bambino e per dare la sicurezza di essere riconosciuti come persone autonome e amati incondizionatamente da entrambe i genitori. E sono importantissimi gli anni successivi perché lì si forma il carattere definitivo che deriva dell’interazione tra patrimonio genetico e relazione affettiva ed educativa con i genitori.

Sono anni in cui i genitori, con grandi strategie e piccole tattiche quotidiane possono dare ai figli un senso duraturo del loro amore e della loro fiducia e indicare una strada aperta e libera  verso il futuro, condizionata solo dall’esempio e dall’insegnamento di pochi ma fondamentali valori morali e civili .

In futuro, nell’adolescenza e nell’età adulta sarà molto più difficile fare questo lavoro e intervenire in tempo su eventuali comportamenti e atteggiamenti mentali distruttivi che nell’infanzia già si possono intravedere, dalle nevrosi compulsive alla tendenza al narcisismo , alla depressione, al disturbo bipolare.