Il difficile rapporto tra fratelli

Per i genitori è impegnativo costruire un costante buon rapporto con i figli. Ma , se possibile, è ancora più difficile ottenere un buon rapporto tra tutti i propri figli. Un primo passo è certamente cercare di avere un buon rapporto individuale con ognuno dei figli. Il segreto è considerare ogni figlio come affetto unico e totalizzante . E’ riduttivo pensare che una capacità di amare non si possa dilatare.  Si possono amare moltissimo più persone contemporaneamente perchè la capacità di amare non è finita, anzi più si ama più si amerebbe ( non sto parlando dell’innamoramento  che dura poco) . Questo è ancora più vero per il legame affettivo dei genitori verso i loro figli: si  può provare non solo amore ma anche una sorta di innamoramento costante e totalizzante per ognuno dei propri figli. Non solo si può, si deve.

Se ogni figlio sa di essere importante per i suoi genitori come i propri fratelli in quantità ma diversamente dei propri fratelli in termini di modalità nel rapporto a due con il proprio genitore, conserverà  per tutta la vita il senso della propria unicità e non avrà bisogno di cadere in atteggiamenti narcisistici per sentirsi importante . Per agire in questa ottica i genitori devono davvero provare un amore speciale per tutti i figli, non fingerlo. E per portarsi in questo stato d’animo devono poter vedere con partecipazione, empatia e tenerezza i lati specifici e peculiari dei figli . Va da sè che se si riesce a fare questo, si attiva un circolo virtuoso in cui i figli , sentendosi davvero apprezzati e amati incondizionatamente, rispondono con sentimenti e comportamenti simili, facilitando l’instaurarsi di un rapporto fruttuoso a vita.

Bene, siamo solo a metà dell’opera. Un ottimo rapporto singolo con tutti i figli  aiuta a non creare competizione tra fratelli .Altrimenti è molto probabile che la tensione competitiva o il senso di ingiustizia venga ad esistere in qualche momento o che deflagri dopo essere rimasto sotto la cenere anche per anni.

Se i genitori si comportano in modo differenziato con i figli in base ai momenti, alle esigenze e ai temperamenti degli stessi ma  distribuiscono affetto , aiuto, denaro ed empatia con equità, allora i figli si sentiranno amati in modo speciale ma giusto. I fratelli non svilupperanno  rancori, non passeranno buona parte della propria vita a rimuginare sul significato dell’essere stati defraudati di qualcosa o non dovranno chiedersi il perchè di comportamenti ostili da parte dei fratelli.

Ma questo ancora non basta. L’alchimia dei temperamenti fa sì che non tutti i fratelli provino empatia tra di loro. Questo fatto può essere molto doloroso per quelli che si sentono esclusi dai cerchi magici . E’ umano provare empatie di diversa intensità tra esseri umani ma bisogna tenere conto che,in nessun altro caso ( a parte fra amici in adolescenza), sentirsi emarginati può portare conseguenze negative come in un rapporto cattivo o ipocrita tra fratelli. Bisogna tenerne conto e cercare di mitigare i danni. I genitori devono capire i meccanismi e prodigarsi per farli funzionare meglio, i fratelli devono sforzarsi di dare a tutti i fratelli le opportunità di dialogo e di scambio e di non seppellire sotto la sabbia i motivi di rancore.

 

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