egoismo e invecchiamento

Diventando anziani, noi genitori tendiamo a regredire e a diventare egoisti. Sono pochi, e molto amati, i genitori che , pur nelle difficoltà dell’invecchiamento e della malattia, riescono a conservare un atteggiamento sereno, aperto al mondo e piacevole per i propri figli. Il sentirsi sempre meno autonomi, il dolore, la mancanza di energia , le difficoltà economiche e pratiche tendono a ridurci a persone di peso a noi stesse ed agli altri.

Quindi, è triste da ammettere ma c’è un momento in cui i nostri genitori, anche quelli con cui siamo riusciti ad avere un buon rapporto, diventano un peso e non un’opportunità. In buona parte ciò è inevitabile perchè tutti gli atti che ci vengono richiesti per gestirli da ogni punto di vista, organizzativo, logistico, sanitario, economico e psicologico, si aggiungono ai pesi e ai problemi di una nostra fase della vita già di per sè difficile : primi acciacchi, menopausa, calo di energia, problemi con i figli adolescenti, depressione strisciante.

Io penso che non possiamo arrenderci all’ineluttabilità di questo processo. Qui ed oggi , tutti quelli che si trovano in una situazione del genere, presumibilmente persone tra i 40 ed i 65 anni , devono prepararsi a combattere su due fronti : affrontare con spirito costruttivo l’invecchiamento dei propri genitori e attrezzarsi a diventare anziani nel modo meno pesante possibile per i propri figli.

solidariet_150Invecchiare con stile

Per affrontare positivamente l’invecchiamento dei nostri genitori dobbiamo gestire e far convivere un doppio punto di vista :

  1. comprendere asetticamente le difficoltà oggettive che i nostri genitori stanno fronteggiando, in parte tipiche di ogni processo di invecchiamento, in parte peculiari di ogni persona, ed accettare l’impegno organizzativo che comportano, gestendolo al meglio perchè non pesi insopportabilmente sulla nostra vita.
  2. lavorare sulla comprensione dei sentimenti contrastanti che questa nuova situazione può scatenare in noi : insofferenza , pietà, fastidio, senso di colpa, disagio, persino odio, ansia e rifiuto. Non è positivo rimuovere queste pulsioni negative  fingendo solo sentimenti positivi; capitano a moltissimi,e sono capitate anche  ai nostri genitori quando gestivano i loro anziani. Capire , razionalizzare ed accettare anche questi risvolti ci aiuta ad essere più pragmatici e a non superare i nostri limiti di sopportazione e quelli del resto della famiglia.

Per prepararci ad essere anziani accettabili il lavoro fatto in precedenza è molto utile perchè ci fa comprendere i meccanismi del comportamento degli anziani e dei figli che li devono accudire. Se ci mettiamo ora dalla parte dei genitori sapendo le reazioni consce ed inconsce dei figli, possiamo imparare comportamenti ed atteggiamenti che , come figli, vorremmo vedere nei nostri genitori anziani sapendo che molti aspetti non sono influenzabili ( malattie, perdita dell’autonomia etc.) ma che altrettanti possono essere affrontati in modo da vivere e far vivere almeno un pò serenamente questa ineliminabili fase della vita .

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Discussione

2 commenti a "egoismo e invecchiamento"

  • Paolo scrive:

    Situazione che spesso ci coglie impreparati. La neghiamo fino all’ultimo.

  • Nadia scrive:

    è molto difficile quando il rapporto con i genitori è stato complicato…in vecchiaia i difetti si amplificano e non ti ascoltano…i sensi di colpa a volte prendono il sopravvento perchè loro sanno usare tutte le strategie per non lasciarti andare, tipo malattie improvvise, crisi isteriche etc etc…

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